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Storie dei prodotti

Il tempo della frutta: gli effetti della stagionalità (e del maltempo) sulla produzione

Il tempo della frutta: gli effetti della stagionalità (e del maltempo) sulla produzione

Lo sappiamo, a chi non piace la frutta, specialmente se fresca e di stagione? Mele dolcissime, albicocche dalla polpa morbida, ciliegie fresche e tante altre prelibatezze dovrebbero arrivare a breve. Eppure, per qualche tempo, sembra che per alcuni frutti dovremo aspettare ancora un po', una vera e propria mancanza di varietà. Come mai? Semplice, è una questione di stagionalità!

 

Le stagioni sono importanti!

Alt, facciamo un passo indietro: come funziona la stagionalità? Te lo spieghiamo subito!
Secondo il Consiglio europeo di informazione sull’alimentazione (EUFIC) può essere di due tipi:

  • globale: legata al luogo di produzione ma non di consumo. Vengono prodotti e raccolti localmente secondo la stagione colturale  ma non vengono necessariamente consumati lì. Ad esempio, le mele coltivate e raccolte in un altro paese per poi essere mangiate in Italia.
  • locale: sono raccolti e consumati localmente durante la loro stagione colturale naturale. Insomma, le mangi dove le coltivi.

 

In qualsiasi parte del mondo tu ti trovi, le stagioni seguono il loro ciclo, e, di conseguenza, anche i prodotti nei campi: in natura ogni pianta, ogni fiore, ogni frutto ha i suoi tempi e i suoi ritmi che possono essere più o meno lunghi. Quasi tutte le varietà, infatti, hanno i propri periodi di crescita, sviluppo e maturazione  noi possiamo imparare a conoscere.

Come indica lo studio di Luca Corelli Grappadelli e Alan N. Lakso, “ L’effetto di fattori fisiologici e delle condizioni ambientali sullo sviluppo dei frutti”, “la luce, la disponibilità di nutrienti e acqua nel suolo e la temperatura sono i principali fattori ambientali che hanno un ruolo nel controllo della crescita”. Basta che uno di questi elementi si modifichi perché la pianta non produca nei tempi e, di conseguenza, la produzione rallenti. 

 

Non è un processo rapido e netto: nel passaggio tra una stagione e l’altra determinate colture scompaiono lentamente mentre altre iniziano a comparire, causando periodi in cui i frutti sono pochi e sporadici. Per avere prodotti di qualità, maturi al punto giusto, è necessario quindi avere pazienza: attendere paga! Ma a compromettere questo ciclo naturale c’è sempre un’insidia non prevista: il maltempo.

 

Gli effetti del cambiamento climatico

Come ti abbiamo raccontato anche in precedenza, ci troviamo davanti ad un clima mutevole e profondamente cambiato rispetto al passato.

Ti sarà capitato di leggere titoli come "Primavera in anticipo", "Le primizie arrivano al mercato un mese prima" e titoli simili. La colpa è sempre del cambiamento climatico: molte piante, infatti, si "illudono" che sia arrivata la primavera e anticipano la fioritura addirittura nei mesi invernali. E così come compaiono prima, molti prodotti possono anche tardare: sbalzi termici ed ondate di freddo mettono in ginocchio interi processi di maturazione, come abbiamo visto anche di recente.

Già a fine aprile, infatti, Coldiretti aveva già lanciato l’allarme dopo il crollo delle temperature che rischiavano di “causare gravi danni agli alberi da frutto soprattutto a ciliegie, albicocche e pesche ma pure alle verdure in campo”. 

 

E se al Nord le temperature si sono notevolmente abbassate, tanto da temere gelate, al Sud i campi sono stati colpiti da fortissima siccità. Ma non solo: ad abbattersi sulla penisola è stata un’ulteriore ondata di maltempo che ha messo in ginocchio diverse zone. Fenomeni che, purtroppo, ormai conosciamo un po' troppo bene.

 

“Una stagione agraria che si prefigura complessa. È metà maggio, ma le colture nei campi sono sommerse, diversi appezzamenti dovranno essere riseminati, altre colture già germogliate avranno danni da asfissia.” riporta Confagricoltura Piacenza.

 

Nonostante questo, Babaco Lover, continueremo a salvare prodotti sopravvissuti ma soprattutto a prestare attenzione ai tempi che la natura stessa ci richiede, nel rispetto delle colture e delle stagioni. La chiave è sempre la stessa: avere pazienza.

 

Fonti

 

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